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Fisco e diritto

Soglia di esenzione (plusvalenza)

Anche: Franchigia plusvalenza, Soglia di esenzione fiscale, Esenzione della plusvalenza

In Italia le plusvalenze derivanti dalla vendita di metalli preziosi da parte di privati sono tassate con imposta sostitutiva del 26%, senza una soglia di esenzione generale come quella prevista in altri ordinamenti; questo termine spiega le differenze rispetto alla franchigia tedesca.

Chi vende con profitto metalli preziosi fisici — oro, argento, platino o palladio — si chiede inevitabilmente: devo pagare le imposte? In Italia la risposta è chiara: la vendita da parte di un privato genera una plusvalenza soggetta a imposta sostitutiva del 26% (quadro RT/T del Modello Redditi PF, separata dall'IRPEF).

Base giuridica in Italia

Le plusvalenze derivanti dalla cessione di metalli preziosi rientrano tra i redditi diversi e sono assoggettate all'imposta sostitutiva del 26%. Non esiste in Italia il termine di detenzione tedesco (§ 23 EStG) che rende esente la plusvalenza dopo un anno: l'imposta si applica indipendentemente dalla durata del possesso.

Importante: in Italia non è prevista una soglia di esenzione generale (franchigia) analoga a quella tedesca di 1.000 euro. La differenza tra corrispettivo di vendita e costo documentato è tassata al 26%.

La documentazione del costo (novità dal 2024)

Situazione Base imponibile
Costo di acquisto documentato Corrispettivo di vendita − costo documentato
Costo NON documentato (dal 2024) Intero corrispettivo di vendita

Dal 2024, in assenza di documentazione del costo di acquisto, la plusvalenza corrisponde all'intero corrispettivo incassato. Conservare fatture e ricevute è quindi essenziale per non pagare l'imposta sull'intero importo.

Calcolo della plusvalenza

Il reddito imponibile si calcola così:

Plusvalenza = corrispettivo di vendita − costo di acquisto documentato
Imposta sostitutiva = plusvalenza × 26%

Nel costo di acquisto rientrano il prezzo pagato e gli oneri accessori (spedizione, assicurazione, commissioni, aggio). In caso di acquisti in più tranche si applica il principio FIFO (First In, First Out): le unità acquistate per prime si considerano vendute per prime.

Esempio pratico

  1. Acquisto di 50 g di oro a marzo 2025 per 4.200 euro (oneri inclusi), con fattura conservata.
  2. Vendita a settembre 2025 per 4.900 euro.
  3. Plusvalenza: 700 euro → imposta sostitutiva 26% = 182 euro.
  4. Se il costo non fosse documentato, la base imponibile sarebbe l'intero corrispettivo di 4.900 euro.

Il prezzo dell'oro attuale e l'andamento nel tempo tramite i prezzi storici possono aiutare a scegliere il momento giusto per vendere. Una stima è offerta anche dal calcolatore imposte.

Particolarità ed errori frequenti

  • Prodotti "carta": anche ETF/ETC sull'oro seguono l'aliquota del 26% sulle plusvalenze.
  • Argento, platino, palladio: all'acquisto scontano l'IVA al 22%; la plusvalenza in fase di vendita segue comunque il 26%.
  • Oro da investimento: all'acquisto è esente IVA (Legge 7/2000), ma la plusvalenza alla rivendita resta soggetta al 26%.
  • Documentazione: fatture, ricevute ed estratti conto vanno conservati per poter dimostrare il costo di acquisto.

In breve

In Italia le plusvalenze sui metalli preziosi da investimento sono tassate al 26% con imposta sostitutiva, senza soglia di esenzione né termine di detenzione. Dal 2024, senza documentazione del costo, si tassa l'intero corrispettivo: conservare i giustificativi è decisivo. Questo articolo non sostituisce una consulenza fiscale individuale.

Torna al glossario Ultimo aggiornamento: 25. luglio 2026

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