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Fisco e diritto

Principio FIFO nella vendita di metalli preziosi

Anche: First In, First Out, Principio della coda, FIFO

Il principio FIFO (First In, First Out) stabilisce che, ai fini fiscali, nella vendita di metalli preziosi si considerano cedute per prime le unità acquistate per prime.

Il principio FIFO (dall'inglese First In, First Out) è un criterio di imputazione temporale che viene applicato per il calcolo delle plusvalenze derivanti dalla cessione di metalli preziosi fisici. Chi acquista oro in più tranche, in momenti e a prezzi diversi, e in seguito ne vende una parte, deve assumere, ai fini del calcolo della plusvalenza, che le unità acquistate per prime siano anche quelle vendute per prime – indipendentemente da quali monete o lingotti passino fisicamente di mano.

Rilevanza fiscale in Italia

In Italia la cessione di metalli preziosi da parte di un privato genera una plusvalenza soggetta a imposta sostitutiva del 26% (quadro RT/T del Modello Redditi PF, separata dall'IRPEF). Il criterio FIFO serve a stabilire quale prezzo e quale data di acquisto imputare alla vendita:

  1. Il primo acquisto si considera ceduto per primo → si utilizzano la sua data e il suo prezzo di carico.
  2. La plusvalenza è la differenza tra il corrispettivo di vendita e il costo di acquisto documentato.
  3. Dal 2024, in assenza di documentazione del costo, la plusvalenza corrisponde all'intero corrispettivo incassato. Non esiste in Italia alcun termine di detenzione che renda esente la plusvalenza (a differenza del sistema tedesco).

Esempio di calcolo

Acquisto 1: 10 oz oro il 01.03.2023 a 1.800 €  = 18.000 €
Acquisto 2: 10 oz oro il 01.09.2024 a 2.400 €  = 24.000 €
Vendita:     5 oz oro il 15.04.2025 a 2.800 €  = 14.000 €

FIFO → costo di carico: 5 × 1.800 € = 9.000 €
Plusvalenza: 14.000 € − 9.000 € = 5.000 €
Imposta sostitutiva 26%: 1.300 €

Poiché le cinque once vengono imputate fiscalmente al primo acquisto (marzo 2023), il costo di carico è quello più basso. Documentare correttamente ogni acquisto è quindi decisivo per ridurre la base imponibile.

Indicazioni pratiche

  • Obbligo di documentazione: ogni acquisto dovrebbe essere documentato con data, quantità, prezzo di carico e fattura del rivenditore, così che l'imputazione FIFO sia dimostrabile. Dal 2024, la mancanza di documentazione fa sì che l'intero corrispettivo sia tassato.
  • Custodia collettiva: per lingotti o monete non individualmente numerati, il FIFO è il metodo standard per attribuire i costi.
  • Categorie distinte: tipologie diverse (once d'oro, lingotti d'argento ecc.) vanno valutate separatamente.
  • Oro da investimento esente IVA: l'oro da investimento è esente IVA (Legge 7/2000 / Direttiva 2006/112/CE); il principio FIFO riguarda esclusivamente il calcolo della plusvalenza, non l'IVA.

I prezzi storici dei metalli preziosi possono aiutare a ricostruire il valore di carico originario in caso di mancanza dei documenti. L'effetto fiscale atteso alla vendita può essere stimato in anticipo con il calcolatore imposte.

Nota: questo contributo ha finalità informative generali e non costituisce consulenza fiscale o d'investimento. Per la valutazione fiscale individuale rivolgersi a un commercialista o consulente fiscale.

In breve

Il principio FIFO imputa automaticamente alla vendita le unità acquistate per prime: chi acquista in modo scaglionato e documenta con cura date e prezzi può determinare correttamente la propria plusvalenza soggetta all'imposta sostitutiva del 26%.

Torna al glossario Ultimo aggiornamento: 25. luglio 2026

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