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Calcolatore del premio — quanto paghi sopra il prezzo spot

Aggiornato al: 14/08/2026, 20:49 · Intervallo di aggiornamento: 1 minuto ·
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Prima di ogni acquisto c'è una sola domanda: questa offerta è onesta? Il calcolatore del premio risponde in pochi secondi. Scegli il prodotto — moneta o lingotto —, inserisci il prezzo che ti è stato chiesto e il calcolatore prende il prezzo spot in tempo reale, ricava il puro valore del metallo e mostra il premio in euro e in percentuale. Vedi a colpo d'occhio se il ricarico è normale per quel taglio oppure eccessivo, senza che venga citato alcun rivenditore: il conto lo fai tu. E se vuoi soppesare più offerte, il calcolatore le mette a confronto sull'unica base davvero equa, il prezzo effettivo per grammo di metallo fino.

Scegli un prodotto e inserisci il prezzo richiesto per calcolare il premio.

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CALCOLATORE DI PREMIO — grafica dei prezzi in tempo reale gratuita da condividere da preciousmetalprices.com
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Che cos'è il premio?

Il premio — in italiano si dice anche aggio — è il ricarico che paghi sopra il puro valore del metallo quando compri monete e lingotti. Quel valore non ha nulla di misterioso: prendi il prezzo spot, la quotazione del mercato mondiale per oncia troy, e moltiplicalo per il peso fino effettivamente contenuto nel pezzo. Tutto ciò che il rivenditore chiede oltre quella cifra è il premio.

Il premio copre costi reali: coniazione o fusione, distribuzione, custodia, assicurazione, amministrazione — e il margine del rivenditore. Non è una fregatura, è il prezzo normale per tenere in mano metallo fisico in una forma maneggevole e verificabile. L'unica domanda che conta davvero è se quel premio sia consueto per quel prodotto su quel mercato. Ed è esattamente ciò che il calcolatore qui sopra verifica.

Da tenere a mente: il prezzo spot è identico per tutti i prodotti — ciò che rende un acquisto caro o conveniente è soltanto il premio. Due lingotti che contengono la stessa quantità di oro fino possono avere prezzi sensibilmente diversi.

Formula ed esempio pratico

Il premio si calcola in due passaggi:

Valore del metallo = peso fino (g) × prezzo spot al grammo

Premio % = (prezzo richiesto − valore del metallo) ÷ valore del metallo × 100

Esempio al prezzo attuale del Oro: una moneta da 1 oz contiene 31,1035 g di metallo fino. Allo spot corrente di 121,60 €/g il valore del metallo è 3.782,14 €. Se la moneta viene offerta a 3.952,34 €, il premio è di 170,20 € — circa il 4,5 %. Il calcolatore qui sopra fa questo conto per te con la quotazione in tempo reale.

Il premio taglio per taglio

La regola più importante: più piccola è l'unità, più alto è il premio in percentuale. Coniazione e distribuzione costano all'incirca lo stesso per pezzo, quindi spalmate su meno metallo fanno salire il ricarico. Fasce tipiche per i prodotti nuovi in oro (dipendono dal mercato, nessun rivenditore viene citato):

Fasce di premio tipiche per l'oro, taglio per taglio
Taglio Tipo Premio tipico
1 kg / 500 g Lingotto circa 1–2 %
100 g Lingotto circa 2–3 %
1 oz Lingotto circa 3–4 %
1 oz (Krugerrand, Maple Leaf …) Moneta circa 3–6 %
20 g / 10 g Lingotto circa 5–8 %
1/2 oz Moneta circa 6–9 %
1/4 oz Moneta circa 8–12 %
1/10 oz · 5 g Moneta / lingotto circa 10–18 %
1 g · 1/20 oz Lingotto / moneta circa 15–25 %

Sono valori di orientamento approssimativi, che si muovono con domanda, offerta e zecca: nelle fasi di tensione salgono in modo netto. Valgono per l'oro, che in Italia è esente da IVA in quanto oro da investimento (art. 10, comma 1, n. 11 del DPR 633/1972, introdotto dalla Legge 7/2000). Su argento, platino e palladio si aggiunge invece l'IVA al 22 %, ed è per questo che il calcolatore elabora per loro una fascia a parte.

Un'oncia contro dieci decimi

Ecco il momento in cui tutto diventa chiaro: a parità di spesa ti porti a casa quantità di oro diverse, a seconda del taglio. Con un premio del 4,5 % su un'oncia intera contro il 12 % su dieci decimi di oncia, la differenza si traduce in oro fino che non entra nella cassaforte:

1 × oncia intera · premio ~4,5 %

Di 10.000 € investiti, circa 9.570 € finiscono in cassaforte come oro vero: solo 430 € circa sono ricarico.

10 × decimo di oncia · premio ~12 %

Qui solo 8.930 € circa sono valore del metallo: oltre 1.070 € se ne vanno nel premio.

Sono circa 640 € di differenza a parità di spesa, unicamente per via del taglio. In cambio ottieni qualcosa: i decimi di oncia sono più facili da frazionare e più flessibili al momento del bisogno. La regola pratica è quindi comprare l'unità più grande compatibile con il tuo budget e con i tuoi piani di vendita, aggiungendo qualche pezzo piccolo per flessibilità.

Moneta o lingotto?

A parità di peso fino il valore del metallo è identico: la differenza sta nel premio e nella praticità. I lingotti hanno di norma il premio più basso, perché costano meno da produrre. Le monete da investimento costano un po' di più, ma sono riconosciute in tutto il mondo, più facili da verificare e più rapide da rivendere: qualsiasi operatore identifica in pochi secondi un Krugerrand o un Maple Leaf. In quanto oro da investimento, entrambe le forme sono esenti da IVA in Italia.

Per il prezzo del metallo più basso vince il lingotto; per liquidità e divisibilità vince la moneta. Un premio contenuto sulla moneta è il prezzo di una rivendita più semplice — per molti investitori, denaro ben speso. E vale per entrambi lo stesso promemoria italiano: conserva la fattura, perché senza documentazione d'acquisto la rivendita si paga cara.

Il premio quando vendi: lo spread

Il premio racconta solo metà della storia: ciò che decide il tuo rendimento è lo spread, la distanza fra acquisto e vendita. Quando rivendi ottieni normalmente un prezzo leggermente inferiore allo spot: le quotazioni di riacquisto sono più vicine allo spot per i lingotti standard e per le monete note, e più lontane per i tagli piccoli e i pezzi esotici.

Il costo reale di un investimento è quindi l'intero giro: comprare sopra lo spot e vendere sotto. È proprio per questo che i prodotti standard e liquidi, con spread stretto, sono di solito la scelta più economica. Quanto renderebbe realisticamente una vendita lo stima il calcolatore del prezzo di riacquisto. In Italia però c'è un secondo conto da fare, ed è quello che sorprende più spesso: sull'eventuale plusvalenza si applica l'imposta sostitutiva del 26 % (art. 67, comma 1, lett. c-ter del TUIR; art. 3 del DL 66/2014), senza alcun periodo minimo di detenzione. E se manca la documentazione d'acquisto, l'art. 68, comma 7, lett. d del TUIR — nella formulazione introdotta dall'art. 1, comma 92 della Legge 213/2023 — fa tassare l'intero corrispettivo della vendita, non il solo guadagno. Il premio che hai pagato fa parte del costo d'acquisto: puoi portarlo in deduzione soltanto se conservi la fattura.

Argento, platino e IVA in Italia

Un caso particolare importante: a differenza dell'oro da investimento, che è esente da IVA ai sensi dell'art. 10, comma 1, n. 11 del DPR 633/1972 (Legge 7/2000), argento, platino e palladio non godono di alcuna esenzione. L'imposta è già dentro il prezzo esposto e fa apparire il premio molto alto a prima vista.

In Italia l'aliquota su argento, platino e palladio è del 22 %. Sulle monete i rivenditori italiani possono applicare il regime del margine (art. 36 del DL 41/1995): in quel caso l'IVA colpisce soltanto il margine del rivenditore, non l'intero prezzo. Sui lingotti si applica invece l'aliquota piena sul totale. Il calcolatore tiene distinti i due casi, per questo una moneta d'argento e un lingotto d'argento dello stesso peso vengono confrontati con fasce diverse.

Il calcolatore confronta il prezzo richiesto con il puro valore del metallo, quindi per argento, platino e palladio il premio mostrato va letto IVA inclusa. Non è un errore di calcolo, è il sovrapprezzo che paghi davvero. Per un confronto onesto metti a confronto cose omogenee: una moneta in regime del margine contro un'altra moneta in regime del margine.

Regole fiscali per l'Italia verificate l'ultima volta il 08/08/2026.

In breve: sull'oro il premio è puro ricarico. Su argento, platino e palladio contiene anche l'IVA, ed è per questo che la percentuale è sistematicamente più alta.

Il premio come indicatore di mercato

Il premio non è una costante: respira insieme al mercato. Quando la domanda si impenna (crisi, timori di crollo, zecche a corto di prodotto) i premi salgono con forza, a volte a un multiplo del livello normale, e i tempi di consegna si allungano. Nelle fasi tranquille, con magazzini pieni, tornano a scendere.

Per chi compra significa che un premio basso è spesso il segno di un mercato disteso: un buon momento per un acquisto fisico. Premi cresciuti bruscamente segnalano invece tensione sul mercato fisico. Per chi acquista in ottica di lungo periodo, un premio contenuto pesa più del prezzo esatto del giorno.

Errori frequenti sul premio

  • Buttare via la fattura d'acquisto: In Italia è l'errore più costoso di tutti. Senza documentazione d'acquisto, al momento della vendita l'imposta sostitutiva del 26 % si applica all'intero corrispettivo e non alla sola plusvalenza: il premio che hai pagato non lo recuperi più. Conserva fattura, ricevuta di pagamento e certificato per tutta la durata dell'investimento.
  • Guardare solo il valore del metallo: Due prodotti con lo stesso contenuto fino possono avere prezzi sensibilmente diversi. È solo il premio a rendere un'offerta cara o conveniente.
  • Dimenticare spedizione e commissioni di pagamento: Un premio basso serve a poco se spedizione e commissioni sulla carta se lo mangiano. Confronta sempre il prezzo finale.
  • Scegliere tagli troppo piccoli: Tante unità piccole al posto di una grande: il premio percentuale erode il rendimento in modo visibile (vedi l'esempio più sopra).
  • Scambiare per affare un prezzo sotto il valore del metallo: Un prezzo nettamente sotto lo spot è un segnale d'allarme — falso o truffa — non un colpo di fortuna.
  • Comprare monete da collezione come investimento: I sovrapprezzi numismatici non sono un premio sul metallo: al momento della vendita il prezzo da collezionista spesso è svanito.

Domande frequenti sul premio

Che cos'è il premio sull'oro?
Il premio (o aggio) è il ricarico sul puro valore del metallo che paghi acquistando monete e lingotti. Copre coniazione, distribuzione, custodia e il margine del rivenditore. Si calcola come (prezzo richiesto − valore del metallo) ÷ valore del metallo × 100.
Quale premio si può considerare equo?
Dipende molto dal taglio. I lingotti grandi (da 100 g a 1 kg) stanno spesso all'1–3 %, le comuni monete da 1 oz intorno al 3–6 %. Più piccola è l'unità, più alto è il ricarico percentuale: per i decimi di oncia e i lingottini da un grammo il 10–25 % è normale.
Perché il premio è più alto sui tagli piccoli?
Coniazione, confezionamento e distribuzione costano all'incirca lo stesso per pezzo, indipendentemente dal peso. Spalmati su poco metallo producono un ricarico percentuale più alto. Un decimo di oncia costa al grammo molto più di un'oncia intera.
Hanno un premio più basso le monete o i lingotti?
Di norma i lingotti, perché costano meno da produrre. Le monete da investimento costano un po' di più ma sono riconosciute in tutto il mondo, più facili da verificare e più rapide da rivendere. A parità di peso fino il puro valore del metallo è identico.
Un'offerta sotto il valore del metallo è un affare?
No, semmai il contrario. Un prezzo inferiore al puro valore del metallo (premio negativo) è quasi sempre il segnale di un falso o di una truffa. I rivenditori seri non vendono metallo fisico sotto il prezzo spot.
Perché il calcolatore mostra un premio così alto sull'argento?
Perché argento, platino e palladio non sono esenti da IVA: in Italia scontano il 22 %. Sulle monete il rivenditore può applicare il regime del margine, tassando solo il proprio margine, mentre sui lingotti l'aliquota piena grava sull'intero prezzo. Quell'imposta è già dentro il prezzo richiesto e alza il premio mostrato. Il calcolatore usa le regole italiane, così la fascia con cui ti confronti è quella del tuo mercato.
Perché in Italia è così importante conservare la fattura d'acquisto?
Perché senza documentazione d'acquisto l'art. 68, comma 7, lett. d del TUIR — nella formulazione introdotta dall'art. 1, comma 92 della Legge 213/2023 — fa tassare al 26 % l'intero corrispettivo della vendita, non la sola plusvalenza. Il premio che hai pagato fa parte del costo d'acquisto e riduce la plusvalenza, ma puoi farlo valere solo se hai il documento. È la ragione per cui in Italia il premio va guardato insieme alla fattura: senza il pezzo di carta, quel ricarico è definitivamente perso.
Che differenza c'è fra premio e spread?
Il premio è il ricarico sopra lo spot al momento dell'acquisto. Lo spread è l'intera distanza fra acquisto e vendita. Per il rendimento conta lo spread: compri sopra lo spot e di solito rivendi un po' sotto.
Come calcolo il premio da solo?
Moltiplica il peso fino in grammi per il prezzo spot corrente al grammo: ottieni il valore del metallo. Sottrailo dal prezzo richiesto, dividi per il valore del metallo e moltiplica per 100. Il calcolatore qui sopra lo fa in automatico con la quotazione in tempo reale.
Come confronto in modo equo due offerte?
Sul prezzo effettivo per grammo di metallo fino, non sul premio percentuale. Due offerte possono differire per taglio, quantità e spedizione: solo il prezzo al grammo fino le rende direttamente confrontabili. La modalità di confronto lo calcola per ogni offerta e indica la più conveniente.
Il premio oscilla nel tempo?
Sì. Nelle crisi e con domanda intensa i premi salgono con forza e i tempi di consegna si allungano; nelle fasi tranquille scendono. Un premio basso indica spesso un mercato disteso e ben rifornito.
Per via del premio conviene comprare sempre il lingotto più grande?
Le unità più grandi hanno il premio più basso, ma sono difficili da frazionare. Un mix sensato: l'unità più grande compatibile con il tuo budget e con i tuoi piani di vendita, più qualche taglio piccolo per poter vendere una parte con flessibilità. Ricorda che ogni pezzo va accompagnato dalla sua fattura, anche quando vendi solo una parte.

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