Divieto dell'oro del 1933
Anche: Executive Order 6102, Confisca dell'oro statunitense, Gold Recall 1933
Provvedimento legislativo statunitense del 1933 che obbligò i privati a consegnare l'oro alla Federal Reserve e vietò il possesso privato di oro per circa 40 anni.
Il divieto dell'oro del 1933 è considerato uno dei più profondi interventi statali sui diritti di proprietà privata della storia economica moderna. La causa scatenante fu la Grande Depressione: l'accaparramento di massa di oro sottraeva liquidità al sistema bancario e minacciava il gold standard degli Stati Uniti. Il 5 aprile 1933 il presidente Franklin D. Roosevelt firmò l'Executive Order 6102, che obbligava tutti i cittadini statunitensi a consegnare alla Federal Reserve, entro il 1° maggio 1933, monete d'oro, lingotti d'oro e certificati aurei per un valore superiore a 100 dollari USA.
Contenuto della norma e indennizzo
Le autorità pagavano come indennizzo il prezzo ufficiale fissato di 20,67 dollari USA per oncia troy. Pochi mesi dopo, con il Gold Reserve Act del gennaio 1934, il governo innalzò il prezzo ufficiale dell'oro a 35,00 dollari USA per oncia troy. In tal modo chi era stato obbligato alla consegna perse di colpo circa il 41 % di potere d'acquisto, trasferito direttamente all'erario. Questa svalutazione del dollaro rispetto all'oro fu voluta politicamente: doveva spezzare la deflazione e rendere più economici i beni esportati.
Erano previste eccezioni per:
- Gioielli e oro dentale fino a determinate quantità
- Oggetti d'oro con riconosciuto valore collezionistico (numismatica)
- Oro a uso industriale
Abolizione e conseguenze
Il divieto di possesso rimase in vigore per quasi quattro decenni. Solo il 31 dicembre 1974 i cittadini statunitensi poterono nuovamente acquistare e detenere oro fisico senza limiti, poco dopo che nel 1971, sotto Nixon, il sistema di Bretton Woods era collassato (cfr. Bretton Woods). Il prezzo dell'oro salì poi rapidamente negli anni successivi: da 35 USD/oz (1971) a oltre 800 USD/oz (gennaio 1980).
| Evento | Data | Prezzo dell'oro (USD/oz) |
|---|---|---|
| Executive Order 6102 | 05/04/1933 | 20,67 (uff.) |
| Gold Reserve Act | 30/01/1934 | 35,00 (nuova fissazione) |
| Fine del divieto di possesso | 31/12/1974 | ~186 |
| Massimo del successivo mercato rialzista | Gen. 1980 | ~850 |
Insegnamenti per l'investitore
Il divieto dell'oro dimostra che gli Stati, in situazioni di crisi estrema, sono in grado di intervenire direttamente sulla proprietà privata. Per gli investitori odierni questo episodio storico è un argomento ricorrente nel dibattito tra oro fisico e oro carta e sulla scelta del luogo di custodia. La diversificazione tra giurisdizioni, ad esempio tramite deposito franco, viene in parte motivata così. L'andamento storico del prezzo mostra quanto fortemente il prezzo dell'oro reagì dopo la liberalizzazione del possesso privato.
Nessuna indicazione di consulenza fiscale o in materia di investimenti: se e come gli interventi statali del passato debbano influenzare le decisioni future di investimento è una valutazione individuale; in caso di necessità si consulti un consulente finanziario o fiscale.
In sintesi
Il divieto dell'oro statunitense del 1933 costrinse i privati a consegnare l'oro ben al di sotto del prezzo statale presto rialzato e rimase in vigore fino al 1974: un esempio emblematico di intervento statale sul mercato dei metalli preziosi che ancora oggi influenza il dibattito sul possesso fisico di oro e sulla diversificazione dei luoghi di custodia.