Bretton Woods
Anche: Sistema di Bretton Woods, Accordo di Bretton Woods, Gold exchange standard
Bretton Woods indica il sistema monetario internazionale istituito nel 1944, che ancorava il dollaro USA all'oro, così chiamato dalla località del New Hampshire in cui si tenne la conferenza.
Il sistema di Bretton Woods è stato il più importante ordine monetario internazionale del XX secolo. Nacque nel luglio 1944, quando i rappresentanti di 44 nazioni alleate si riunirono presso l'hotel Mount Washington a Bretton Woods, New Hampshire (USA), per creare, dopo la Seconda guerra mondiale, una base stabile per il commercio mondiale. Il risultato fu un sistema di cambi fissi il cui perno era il prezzo dell'oro.
Principi fondamentali del sistema
L'accordo poggiava su tre pilastri:
- Ancoraggio del dollaro USA all'oro: il dollaro fu definito a un cambio fisso di 35 USD per oncia troy d'oro (ca. 31,1 grammi). Gli USA garantivano che le altre banche centrali potessero convertire i dollari in oro a questo cambio in qualsiasi momento.
- Cambi fissi: tutte le valute membri furono ancorate al dollaro in un rapporto fisso ma modificabile. Banda di oscillazione: ±1 % attorno alla parità stabilita.
- Nuove istituzioni internazionali: il Fondo Monetario Internazionale (FMI) vigilava sui cambi e concedeva prestiti di stabilizzazione; la Banca Mondiale (BIRS) finanziava la ricostruzione.
Alcune parità nel sistema di Bretton Woods (selezione)
| Valuta | Parità con l'USD | Contenuto d'oro per unità | Fissata |
|---|---|---|---|
| Sterlina britannica | 4,03 USD/GBP | 3,58134 g | 1944 |
| Lira italiana | 625 ITL/USD | 0,00142 g | 1949 |
| Franco francese | 350 FF/USD | 0,00255 g | 1949 |
| Yen giapponese | 360 JPY/USD | 0,00247 g | 1949 |
Ascesa e declino
Il sistema stabilizzò notevolmente il commercio mondiale nel dopoguerra. Europa e Giappone ricostruirono le proprie economie, esportarono verso gli USA e accumularono riserve in dollari. Proprio in ciò si annidava però il seme del fallimento: il cosiddetto dilemma di Triffin (dal nome dell'economista Robert Triffin) descriveva la contraddizione per cui gli USA dovevano esportare dollari per fornire liquidità all'economia mondiale, minando a lungo termine la fiducia nella copertura aurea.
Negli anni '60 la quantità di dollari detenuta all'estero superò di gran lunga le riserve auree statunitensi. I costi della guerra del Vietnam e dei programmi sociali fecero lievitare il debito pubblico americano. La Francia del presidente de Gaulle iniziò a convertire attivamente dollari in oro, gravando ulteriormente sulle riserve USA.
Il 15 agosto 1971 il presidente USA Richard Nixon dichiarò unilateralmente la sospensione della convertibilità del dollaro in oro, passata alla storia come "shock di Nixon". Nel 1973 i cambi fissi furono definitivamente abbandonati; da allora dominano i cambi liberamente fluttuanti (floating) nel sistema monetario internazionale.
Effetti sul mercato dell'oro
Con la fine di Bretton Woods l'oro fu liberato dal prezzo fissato dagli Stati. Il rialzo storico del prezzo dell'oro degli anni successivi - da 35 USD (1971) a oltre 800 USD l'oncia (1980) - mostra con evidenza quanto il cambio fisso artificiale avesse compresso il prezzo di mercato. Da allora l'oro si è affermato come libero mercato delle materie prime e degli investimenti, con un prezzo negoziato in tempo reale su borse come la COMEX e sensibile ai tassi di cambio e alle tensioni geopolitiche.
Molti economisti e investitori richiamano Bretton Woods quando discutono di un possibile ritorno a valute garantite dall'oro o dell'oro come bene rifugio. Il gold standard, che precedette Bretton Woods, e l'attuale sistema a moneta fiat costituiscono i poli storici del dibattito.
In breve
Bretton Woods (1944-1973) fu l'ultimo grande sistema monetario mondiale a base aurea: il dollaro fungeva da valuta guida con un cambio fisso di 35 USD/oncia, finché Nixon nel 1971 sospese la convertibilità. Da allora l'oro è un libero mercato e il suo prezzo riflette direttamente inflazione, crescita della massa monetaria e rischi geopolitici.