IVA sull'argento
Anche: Imposta sul valore aggiunto sull'argento, IVA argento
Sull'acquisto di argento (lingotti, monete, argento industriale) in Italia si applica l'IVA, a differenza dell'oro da investimento che ne è esente.
Chi acquista argento – che si tratti di lingotti, monete da investimento o merce industriale – paga in Italia in linea di principio l'IVA (imposta sul valore aggiunto). Ciò distingue fondamentalmente l'argento dall'oro da investimento, che ai sensi della Legge 7/2000 e della Direttiva IVA UE 2006/112/CE è integralmente esente da IVA. Per chi investe in argento questa differenza ha una notevole rilevanza pratica: l'imposta aumenta il prezzo di carico e quindi la soglia di guadagno alla successiva vendita.
Aliquota ordinaria e regime del margine
In Italia l'argento è soggetto all'aliquota IVA ordinaria del 22 % sul prezzo netto di acquisto. Un esempio:
Prezzo netto rivenditore: 100,00 €
+ 22 % IVA: + 22,00 €
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Prezzo lordo (cliente): 122,00 €
Molti rivenditori utilizzano tuttavia il regime del margine. In tal caso l'IVA non viene applicata sull'intero prezzo di vendita, ma solo sul margine commerciale (differenza tra prezzo di acquisto e di vendita del rivenditore). Il procedimento è accessibile ai rivenditori professionali che hanno acquistato la merce da privati o da altri rivenditori in regime del margine. L'aliquota effettiva per il cliente finale risulta quindi tipicamente sensibilmente inferiore, a seconda del margine concreto del rivenditore. Il regime del margine deve essere indicato in fattura; in essa non è ammessa un'esposizione separata dell'IVA.
Panoramica: IVA sull'argento nel confronto internazionale
| Paese | Aliquota sull'argento | Oro da investimento |
|---|---|---|
| Italia | 22 % (ordinaria) / regime del margine | 0 % (esente) |
| Austria | 20 % | 0 % (esente) |
| Svizzera | 8,1 % | 0 % (esente) |
| Liechtenstein | 8,1 % | 0 % (esente) |
| Regno Unito | 20 % | 0 % (esente) |
| Singapore | 9 % GST (metalli preziosi da investimento «IPM» esenti*) | 0 % |
| Emirati Arabi Uniti | 5 % | 0 % |
*A Singapore i metalli preziosi da investimento qualificati (Investment Precious Metals, tra cui l'argento a partire dal titolo 999) sono esenti dalla GST già dall'ottobre 2012; l'aliquota GST ordinaria è pari al 9 % da gennaio 2024.
Quali prodotti in argento sono interessati?
L'IVA al 22 % si applica a pressoché tutti i prodotti in argento:
- Lingotti d'argento (fusi o coniati, di ogni taglio)
- Monete da investimento e bullion in argento (ad es. Maple Leaf, Vienna Philharmonic, Britannia, American Eagle)
- Monete numismatiche da collezione in argento (eventualmente regime del margine da parte del rivenditore)
- Argento industriale (granulato, semilavorati)
- Argento usato e rottami nel commercio professionale
Non è invece soggetta a IVA la rivendita tra privati (i privati non sono soggetti passivi ai fini IVA).
Effetto sul prezzo dell'argento e sull'aggio (premio)
Il prezzo spot dell'argento (ad es. l'attuale prezzo dell'argento in euro) è un prezzo di mercato netto senza IVA. I rivenditori aggiungono a questo prezzo il proprio aggio (costi di conio, margine, logistica) e infine l'IVA di legge. I sovrapprezzi dell'argento dovuti all'imposta possono essere considerevoli rispetto all'oro e incidono direttamente sul rendimento.
Con il calcolatore argento è possibile calcolare l'attuale valore del materiale; lo stimatore delle imposte aiuta a valutare l'onere fiscale complessivo all'acquisto e alla vendita.
Il regime del margine nella pratica – cosa devono sapere gli acquirenti
- Elemento di riconoscimento in fattura: dicitura del regime del margine, senza importo IVA esposto separatamente.
- Nessuna detrazione IVA: le imprese che utilizzano l'argento nell'attività non possono detrarre l'IVA sulle fatture in regime del margine.
- Confronto dei prezzi: un prezzo lordo di 110 € (regime del margine) può risultare più conveniente di 110 € con aliquota ordinaria del 22 %, perché nel primo caso l'imposta grava solo sul margine.
- Rivendita: i privati possono rivendere le monete acquistate in regime del margine senza IVA (non essendo soggetti passivi). Va prestata attenzione alla plusvalenza e alla relativa imposta sostitutiva del 26 %.
Vantaggio fiscale: perché l'oro da investimento è trattato meglio
L'UE riconosce all'oro da investimento, dal regime speciale entrato in vigore il 1° gennaio 2000 (in Italia recepito con la Legge 7/2000), una posizione particolare in quanto bene assimilabile alla moneta. L'argento non gode di questo status. Per l'investitore ciò significa: a parità di prezzo spot, l'oro può offrire un migliore livello di ingresso netto, poiché nessuna IVA aumenta il prezzo di acquisto.
Nota: questo contributo non costituisce consulenza fiscale o di investimento. Per questioni fiscali individuali rivolgersi a un commercialista.
In breve
In Italia l'argento è soggetto all'aliquota ordinaria del 22 % di IVA; il regime del margine può ridurre sensibilmente l'aliquota effettiva per il cliente finale. A differenza dell'oro da investimento, l'argento non gode dell'esenzione IVA a livello UE – un fattore che gli investitori dovrebbero sempre considerare all'acquisto di argento.